CANZONI, PENNELLI, BANDIERE E SUPPLI’

SABATO 5 NOVEMBRE ore 20.30

Canzoni, pennelli, bandiere e supplì”

Ovvero mezzo secolo di vita fra teatro politico con Volonte’, 10 anni di critica musicale a Paese Sera e 20 in Rai come giornalista,  conduttore e autore satirico di programmi di successo.

Il cantautore Ernesto Bassignano  racconta cantando gli anni del Folkstudio e le sue 4 vite musicali  con una valanga di interessantissimi aneddoti e mille, coinvolgenti avventure.. “Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla…”  Ma chi erano quei famosi quattro ragazzi cantati da Antonello Venditti? Erano i giovani del Folkstudio”, ossia Giorgio Lo Cascio, Francesco De Gregori, Ernesto Bassignano e lo stesso Venditti.

“Rino Gaetano adottava uno stile atipico, buffonesco, ma non faceva cabaret. Dissacrava continuamente il pop e, per tutti questi motivi, risultava improponibile per il pubblico del Folkstudio.

Tra questi ragazzi che gestivamo la domenica pomeriggio comparve questo tizio magro magro (Rino), un po’ coi denti rotti, co ‘na chitarrina in mano…  Seppe come entrarmi nel cuore subito. Lui con questa chitarrina ha cominciato a farci ascoltare “il cielo è sempre più blu” e tutti entusiasti siamo andati da Vincenzo Micocci: “Vince’, guarda che questo ha scritto un pezzettino che veramente può fungere” gli dicemmo. Micocci non era mica tanto convinto.

Mi ricordo che una volta ne parlai con Paolo Conte e ci colpì moltissimo la sua canzone che si chiamava “E cantava le canzoni”, era una canzone folk […] ed è una transumanza, una strada piena di mucche con i campanacci, i fischi dei pastori. […] Lì, veramente, in una canzone così, gli riconosco un gran talento musicale.  Ecco così l’ho conosciuto.

C’erano poi Claudio Baglioni e Riccardo Cocciante da una parte che erano i melensi, c’era Battisti che nessuno di noi valutava granché. C’era chi come me si rifaceva alla Francia e a Tenco, chi si rifaceva a Dylan e chi come Antonello Venditti, si rifaceva a Elton John e alla musica inglese. Rino Gaetano invece è stato veramente il più italiano di tutti perché non si rifaceva a niente e a nessuno.”

 Ernesto Bassignano è nato a Roma nel 1946. Cantautore, giornalista e conduttore radiofonico. Studente di scenografia all’Accademia di Belle Arti, tra il 1966 e il 1968 è tra i protagonisti come attore, cantante e compositore del gruppo Teatro Politico di Strada, di cui fa parte anche Gian Maria Volonté. Nel 1969 entra a far parte del cast fisso del Folkstudio, dove conosce giovani cantautori come Francesco De Gregori, Antonello Venditti e Giorgio Lo Cascio. Dal 1980 inizia anche la carriera di intrattenitore radiofonico, conducendo molti programmi in Rai, e quella di critico musicale presso Paese Sera. Da cantautore continua a incidere album come D’EssaiBassingher e La luna e i falò. Tra i suoi ultimi lavori: Aldilà del mare (2009), Vita che torni (2014), Il grande Bax (2016), Il mestiere di vivere (2019), Ritratti d’autoreBindi Bassignano & Friends (2020) e Soldati Arlecchini e Pierrot (2021) e il recentissimo Siamo il nostro tempo (2022), il suo undicesimo lavoro. Giornalista Rai dal 1991, ha condotto dal 1999 al 2011, insieme al giornalista sportivo Ezio Luzzi, la popolare trasmissione di satira sociale intitolata Ho perso il trend in onda su RadioUnoRai. Con Les Flâneurs Edizioni ha già pubblicato il romanzo autobiografico Canzoni pennelli bandiere e supplì (2016)

 

 Teatro dei Contrari

Viale dei Quattro venti, 38

Monteverde Vecchio

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