Gaslight

27, 28, 29 e 31 dicembre 2019

SPECIALE CAPODANNO 2019

Gaslight

 Spettacolo teatrale liberamente tratto dall’omonimo film diretto da George Cukor.

Adattamento teatrale e regia di Alessandro Leone.

Musiche di Andrea Stopponi

 Personaggi e Interpreti:

Jack Manningham (Francesco Nannarelli),

Paula Manningham (Catia Pini),

Ispettore Rough (Eugenio Montenz),

Nancy (Giorgia Verri),

Elisabeth (Lorenza Parretti)

 

La storia

Nell’Inghilterra vittoriana, la stessa di Jack lo Squartatore, in una casa illuminata solamente da lampade a gas, vivono Jack Manningham, la moglie Paula e le due cameriere Nancy ed Elizabeth.

Jack è un marito premuroso, attento alle esigenze e ai desideri della giovane moglie Paula: una donna dalla bellezza impallidita, resa stanca da un malessere psicologico che sembra attanagliarla da qualche tempo. Nella casa, infatti, accadono strani avvenimenti: oggetti che scompaiono misteriosamente e che, puntualmente, Jack ritrova nella scatola dell’uncinetto di Paula, sebbene lei non ricordi nulla. Sembra che la donna sia ormai sull’orlo della pazzia, e che stia seguendo le orme di sua madre, morta in un manicomio pochi anni prima.

Dopo l’ennesimo furioso litigio tra i due per un quadro scomparso e dopo le imploranti dichiarazioni d’innocenza della donna, arriverà a far visita a Paula l’ispettore di polizia Rough, che forse porterà “alla luce” molti dei misteri che avvolgono la cupa abitazione.

 Note di regia  di Alessandro Leone

Il testo portato in scena prende spunto dalla versione cinematografica del 1944, diretta da George Cukor e interpretata da Ingrid Bergman, Charles Boyer e da Joseph Cotten, affiancati da un’esordiente Angela Lansbury nel ruolo della cameriera Nancy.

E’ da quando lo vidi in televisione, più di venti anni fa, che corteggio questo film e con il quale stipulai un patto a “lungo termine”: decisi che lo avrei portato in scena quando più esperienza e più maturità artistica me lo avrebbero concesso. Nel frattempo l’ho analizzato da differenti prospettive, l’ho ripetutamente visto e l’ho lasciato sedimentare (volutamente) a lungo.

Perché? Perché è un testo complesso, straordinario. Perché oltre al giallo apparentemente lineare, costruito sul modello del classico “thriller vittoriano”, emergono progressivamente sfumature sempre più complicate della psiche dei personaggi e, man mano che la vicenda si sviluppa, si materializzano sentieri sempre più contorti e intrigati della mente umana.

L’intreccio e le interazioni dei protagonisti conducono lo spettatore in un crescendo di smarrimento e confusione, di progressiva evanescenza della percezione logica, in una dimensione di suspense dove la lucidità si sgretola sotto i colpi dei dubbi, e la realtà si perde nelle ombre del sospetto.

Un viaggio psicologico (quasi psicopatico direi) verso l’abisso della follia e del non-ritorno. Sarà la capacità deduttiva e la tenacia dell’ispettore Rough a far riemergere Paula dalle tenebre, come nella vita sono la razionalità e la determinazione a salvarci dai conflitti e dalle contraddizioni della nostra interiorità.

E’ con questa consapevolezza e con la maturità dei miei oltre cinquant’anni che ho deciso di onorare il mio impegno:  ho radunato intorno a me un cast di professionisti, con cui ho condiviso la mia esperienza e l’interpretazione del testo, e l’ho riadattato in una chiave più personale, pur rimanendone fedele nei contenuti.

 

 Teatro dei Contrari

Via dei Quattro Venti, 38 –  Monteverde Vecchio

Info e prenotazioni 3489774959

 

Buon teatro a tutti!

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