Lo specchio dei tempi

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“LO SPECCHIO DEI TEMPI”

Atto unico sulla violenza contro le donne

di Stefania De Ruvo

Regia

Francesco Nannarelli

con: Paola Ottaviani e Stefania Polentini

Voice off: Marcella De Marinis Catia Pini Antonella Aprea Alessia R. De Massini

Musiche: Marco Taggiasco

 

Due donne in scena, uno scontro generazionale al contrario. Dove la donna, nata a inizio secolo, si dimostra più moderna ed emancipata della nostra contemporanea.

Un incontro impossibile, tra nonna e nipote diventate coetanee. Incontro permesso nel territorio dove tutto è possibile: il sogno. Un confronto tra due culture e due società. Società che dovrebbe crescere e migliorare nei diritti fondamentali dell’uomo ma che lascia qualche dubbio a chi è spettatrice di tutto il secolo scorso e di quello attuale. Tema principale dello scontro tra le due donne è la violenza sulle donne vissuta diversamente dalle due donne. Compresa dalla nonna quando era ormai troppo tardi e invece negata dalla nipote.

A rendere questo scontro più sentito, i legami familiari, inizialmente celati ma poi palesati e la presenta in spirito della figlia di una e madre dell’altra, come anello di congiunzione. Altra presenza, anche se non in scena la, rispettivamente, figlia e bisnipote che rischia di ripetere la spirale di violenza vissuta dalla madre e dalla bisnonna.

La nipote si sveglierà da questo sogno con una nuova consapevolezza e deciderà di intervenire per correggere la sua vita o considererà questo incontro frutto di una malata fantasia?

L’ambientazione negli anni 2030 permette di fare una proiezione distopica della nostra società, proiezione che potrebbe diventare realtà se si confermasse la tendenza contraria alle conquiste ottenute.

Note dell’autrice:

Il modo in cui vengono trattate le donne ed in generale come si trattano le classi più deboli è lo specchio dei tempi e della società. Le donne stanno vivendo anni difficili: femminicidi, violenze fisiche e psicologiche, attacchi con l’acido, sono diventati troppo frequenti. Ma non sono solo quelli i segnali di un declino della nostra società. Da Napoli ad Ancona, da Genova a Bologna, a Messina, i giudici si sono pronunciati con sentenze che alimentano preoccupazioni comprensibili. Inoltre da varie parti, come convegni e proposte legislative, arrivano attacchi ai diritti faticosamente conquistati.

E’ giusto ritenere che gli atti di violenza contro le donne non siano imputabili solo ai singoli ma riflettano una cultura dominante dove la donna non viene rispettata e lasciata libera nelle sue scelte. Molti sono i segnali di un pericoloso declino: varie sentenze su stupri e violenze propongono assoluzioni e sconti di pena riportando in auge scusanti che ci riportano ad un secolo fa quando vigeva ancora il delitto d’onore. Viviamo in una strana epoca dove da un lato c’è un’evidente perdita di valori ed una voglia di tornare a “vecchi tempi” per riscoprirli, dall’altro c’è il rischio di perdere anche i tanti diritti conquistati in questo ritorno ad un’altra epoca.

info 3489774959

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